L’ANALFABETISMO DI RITORNO

Siamo soliti pensare che una persona analfabeta, in Italia, non ci possa essere, perché quando pensiamo ad una persona che non sa né leggere né scrivere ci viene in mente un qualche Paese povero dove non si può, o non si vuole, garantire un’istruzione, almeno elementare, a tutti.
Purtroppo, il fenomeno dell’analfabetismo non è così semplice, ne esistono infatti tre tipi: l’analfabetismo primario strumentale, quello cioè di chi non ha mai imparato a leggere e a scrivere,l’analfabetismo funzionale, quando cioè la persona riesce a leggere lo scritto ma non a comprenderlo, e infine, l’analfabetismo di ritorno, quando la persona ha imparato a leggere e a
scrivere successivamente lo ha dimenticato completamente o quasi. Ora che abbiamo capito di cosa si tratta, dobbiamo analizzare le cause dell’analfabetismo strumentale, che è molto comune nel nostro Paese. Uno dei motivi principali di questo particolare tipo di analfabetismo è, ovviamente, la mancanza di esercizio: molte persone non “allenano” il cervello come dovrebbero, per le più varie ragioni, c’è chi passa tutto il proprio tempo davanti ad uno schermo, che è uno stimolo, ma solo fino ad un certo punto; altri ancora non hanno tempo per leggere almeno un libro all’anno. Questi però non sono gli unici prodromi che gradualmente portano all’analfabetismo: in molti passano una vita priva di stimoli, di hobby, perdendosi nell’oblio della noia, vivendo come dei vegetali.
L’analfabetismo di ritorno è un fenomeno molto grave, perché non interessa solo, appunto, l’analfabeta, ma anche tutti coloro che lo circondano: anche solo il fatto di non saper esprimere a parole le proprie emozioni e sensazioni, porta inesorabilmente all’incomprensione e, se da sempre gli uomini sono stati capaci di creare conflitti basati su informazioni mal interpretate, l’analfabetismo non fa che accentuare quel grande difetto che è la mancanza di tolleranza verso il prossimo. Con il termine “analfabetismo di ritorno” non si intende solamente l’incapacità di leggere e scrivere, ma anche una mancanza di cultura, che essa sia storica o generale, e ormai sappiamo che la mancata conoscenza della storia porta a commettere a ripetizione gli stessi errori. Oltre gravi conseguenze, l’analfabetismo di ritorno incide negativamente sull’economia e sulle capacità produttive del Paese, ma anche sulla politica: meno del 30% degli italiani capiscono un discorso di politica e una percentuale ancora più bassa ne comprende il funzionamento. Come facciamo allora a votare per il futuro dell’Italia se non riusciamo a capire che cosa stiamo votando? Semplicemente molti vanno in base a preferenze basate sulle simpatie, per poi lamentarsi quando le cose vanno male. Per sconfiggere l’analfabetismo basterebbe far capire alle persone quanto sia veramente importante la cultura, e aiutarle a trovare gli stimoli necessari per continuare a mantenere la mente allenata. Basterebbe un buon libro!

Camilla, 3F

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