LO SCRIGNO

LO SCRIGNO

 

Era arrivato martedì, il giorno del mercatino. E James e Zoe con i loro genitori vi erano andati.

James era un ragazzo di 12 anni, di media altezza, con dei capelli biondi a spazzola e uno sguardo da babbeo.

Zoe era una ragazza di 14 anni, era alta, aveva i capelli neri come la pece e uno sguardo riflessivo.

Rovistando in una bancarella, James, aveva trovato uno scrigno, vuoto, ma pensò che fosse un bel regalo per il compleanno di Zoe.

Tornati a casa, andarono a dormire, perchè erano le 11 di sera.

Il giorno dopo Zoe fu svegliata con un augurio di compleanno.

Dopo la colazione era l’ ora per Zoe di aprire i regali, ricevette dai genitori un computer portatile e da suo fratello lo scrigno.

A Zoe piacque quel regalo, ma preferì quello dei genitori.

Quella sera Zoe stava mettendo a posto la stanza, e aprì lo scrigno per metterci il suo diario, che scriveva ogni sera.

Quando ci guardò dentro, trovò un biglietto con scritto: <<ciao, come ti chiami?>>

Andò dal fratello<<divertente James, lo sai come mi chiamo.>>

<<che cosa ho fatto?!>> ribatté il fratello che stava compiendo i suoi compiti.

<<nel tuo regalo, c’era un biglietto con scritto: Ciao, come ti chiami?>>

<<impossibile, io quel regalo l’ ho comperato vuoto e me lo sono fatto incartare subito>>

<<questa volta ti credo James.>>

James fece un sorrisetto e disse:<< Adesso mi fai finire di fare i compiti?>>

Zoe annuì e se ne tornò in camera.

Era il momento di scrivere il proprio diario.

Aprì lo scrigno e tirò fuori il diario.

Sotto di esso c’ era un biglietto con scritto:<< non mi rispondi?>>

Allora strappò l’ ultima pagina del diario e scrisse: << mi chiamo Zoe Folk, e tu?>>

Poi prese il foglietto, lo mise dentro lo scrigno e lo richiuse.

Dopo qualche secondo lo riaprì e trovò un bigliettino con scritto: <<Ciao Zoe, mi chiamo Jessica ma mi puoi chiamare J, hai dei fratelli?>>

Prese un biglietto e scrisse: << sì e tu?>>

Lo mise, chiuse e riaprì lo scrigno e trovò un biglietto:<< qui siamo tutti fratelli, il tuo come si chiama?>>

E così incominciò la chat tramite i bigliettini.

<< James, tu dove abiti?>>

<< non posso dirtelo.>>

<<come mai?>>

<<perché no. Tu dove vai a scuola?>>

<<nella Beverly School>>

<< anch’ io . Vieni domani? Io sono nella F>>

<<io nella h, e sì vengo domani, durante l’ intervallo incontriamoci davanti alla campanella. Ora vado a dormire, ciao J.>>

<<  ok a domani, ciao.>>

 

CAPITOLO 1: LA CAMPANELLA

Il giorno seguente.

Era quasi l’ ora dell’ intervallo, ma la prof di aritmetica non aveva ancora finito di dettare i compiti.

Serena, la sua compagna di banco aveva appena preso una nota di demerito dalla prof.

<<ehi Zoe, che pillole la prof, solo perché ho detto una parolaccia, mi ha messo la nota, ma sai che faccio? All’ intervallo le metto la vodka dentro il caffè, così la vediamo sbronza, chiamiamo il preside e la facciamo licenziare.>>

<<Serena, non mi sembra una cosa da fare.>>

<<come sei fifona. Dai ci divertiremo.>>

<< va bene … ma io non c’ entro niente>>

Serena  aveva 16 anni, era alta, aveva i capelli lunghi e viola.

Era così da quando è stata imprigionata in un carcere minorile, incolpata di omicidio.

Proprio in carcere le avevano tatuato sul braccio il suo numero di riconoscimento.

La campanella era suonata e Zoe andò lì vicino, ma non arrivò nessuno.

Però quella giornata piacque molto a Serena, perché la sua idea funzionò perfettamente: la prof di aritmetica venne licenziata e le tolsero pure le note, pensando che fosse stata ubriaca tutto il tempo.

Quella sera, dopo aver mangiato con la sua famiglia, Zoe andò subito in camera e aprì lo scrigno.

Trovò un foglietto con scritto:<<perché non sei venuta alla campanella?>>

E le scrisse:<< ma io ero alla campanella, tu non c’ eri.>>

<< in quale campanella sei andata?>>

<< quella vicino alla porta d’ emergenza, e tu?>>

<< Zoe, mi sa che ci siamo intese male: io ero andata a quella dell’ entrata>>

<< allora domani ci incontriamo sempre a scuola ma in un altro posto, vediamooooo…>>

<< al cespuglio di rose davanti alla scuola.>>

<< c’ è un cespuglio di rose?>>

<<sì>>

<< non me n’ ero accorta, vabbè a domani>>

<< domani non potrò scrivere devo andare in un posto con i miei, allora domani, cespuglio di rose all’ inizio delle lezioni.>>

<< OK, ciao J.>>

<<ciao, Zoe.>>

Finita la chat, Zoe scese al piano inferiore e conversò un po’ con suo fratello:

<< finalmente sei scesa vecchietta, sta per incominciare il film>> disse James prendendo una manciata di pop-corn dalla ciotola interminabile davanti a lui.

<<simpatico, grazie del regalo è molto bello, e grazie anche per questi>> detto questo Zoe allungò la mano e prese un manciata di pop-corn.

<<ehi, sono tutti miei! Se ne vuoi un po’ la mamma ne ha preparati altri … penso …>>

<< sai J. A volte sei proprio un rompi pa…>>

<<da quand’ è che mi chiami J?>>

<< scusa mi sono confusa con il soprannome di una mia amica. Vabbè guardiamo il film e poi andiamo a dormire.>>

<< J. è carina? Me la presenti?>>

<< no! Tu pensi sempre a quelle cose.>>

<< e daiiii vecchietta, perché fai sempre così?>>

<< non chiamarmi vecchietta, sono più grande di te solo di 2 anni>>

<<fai come vuoi vecchietta, ma tu sei sempre una vecchietta.>>

<<vado a prendermi i pop-corn, visto che tu sei così deficiente da non darne neanche uno a tua sorella>>

<< va bene vecchietta.>>

 

CAPITOLO 2: LA TELEFONATA

Alex era pronto per il compito.

Era un ragazzo studioso, divertente e furbo, aveva i capelli corti e neri, occhi furbi e un naso piccolo.

Andava nella Beverly School nella stessa classe di Zoe.

Quel giorno c’ era il compito in classe di algebra ma, visto che, la prof era stata licenziata, tutti avevano preso 6 a tavolino.

Quella sera era stato invitato da Zoe per la sua festa di compleanno che si sarebbe svolta la sera successiva e Alex aveva accettato l’ invito e le prese come regalo un nuovo diario segreto col lucchetto (perché l’ ultima volta che era stato invitato a casa sua, il fratello di Zoe, aveva letto tutto il diario).

Era arrivata l’ ora della festa.

C’ erano: Serena, Zoe, James, Alex, David e Helena (erano i cugini-gemelli di Zoe) e Lisa ( una amica di penna di Zoe)

<< siete tutti pronti per il film?>> disse Zoe prendendo velocemente il telecomando.

Il film iniziò: subito James andò a sedersi vicino a Serena, la stessa cosa che fece Zoe con Alex.

Il film continuò finchè, nel momento più bello, il telefono squillò e tutti saltarono dallo spavento.

Zoe si alzò, prese la cornetta e …

<<pronto, chi è? Pronto?>> Zoe sentì solo il rumore del film ma capì che doveva andare allo scrigno.

Subito corse in camera sua, aprì lo scrigno e trovò il biglietto:<< ti devo confessare una cosa Zoe: io sono morta il 10 febbraio 1956 nella Beverly school e il mio spirito è entrato per primo in questo scrigno, e per andarmene e lasciare a un altro spirito di messaggiare con la persona a cui appartiene lo scrigno e la possibilità di andare definitivamente nell’ aldilà, devi prima aiutarmi ad andarci devi fare una cosa per me, il mio ultimo desiderio …>>

<<che cosa dovrei fare?>> scrisse Zoe spaventatissima.

<<devi scoprire chi mi ha ucciso>>

<< come sei morta?>>

<< non lo so, mi ricordo solo che ero andata a scuola per studiare con Stan>>

<< chi è Stan?>>

<< il mio ex fidanzato, l’ ho lasciato in quel momento e poi … non mi ricordo più niente>>

<< se lo trovo, poi mi lascerai stare?>>

Ci fu una pausa poi: << vecchietta, dove sei finita? Sei al cesso?>>

<< smettila James! Tra poco arrivo>> gli disse Zoe arrabbiatissima.

Poi si sentì in sottofondo la voce di James << Zoe non può venire, è al cesso>>

<< non sono al cesso! James hai rotto!>>

Zoe riaprì lo scrigno e vide un ultimo biglietto:

<< io sì … ma non ci sono solo io qui dentro.>>

Serena urlò:<< Zoe vieni c’ è la parte in cui il mostro disossa il protagonista … se non vieni vado io vicino ad Alex!>>

Zoe arrossì.

<< smettila! Sai che non mi piace … arrivo!!!>>

Zoe scese velocissimamente, non voleva perdersi la parte del film e soprattutto nel suo profondo non voleva perdere il posto ma non voleva ammetterlo.

Quando finì il film, i cugini e l’ amica di penna di Zoe dovettero tornare a casa.

Quando rimasero solo Serena e Alex, oltre a James, Zoe raccontò tutto quello che stava accadendo con il regalo di James.

<< per me dovremmo crederle>> disse Alex.

<< ma che cosa stai dicendo Alex, ci sta dicendo un sacco di cavolate>> disse Serena contraddicendo Alex.

<< si dice “ci sta raccontando” non dicendo. Comunque proviamo a credergli.>> disse Alex

<< va bene. Zoe porta lo scrigno e poi vedremo chi ha ragione.>>

Zoe corse a prendere lo scrigno e lo mise sul tavolino davanti al divano lo aprì e scrisse:<< J. Abbiamo formato un gruppo per trovare il tuo assassino>>

Poi lo mise dentro chiuse e riaprì …

Trovò un biglietto con scritto: <<state attenti.>>

Serena rimase a bocca aperta.

Così si formò il gruppo di Zoe, Serena, Alex e James.

Quel biglietto, cosa mai avrà voluto dire? Questo pensiero girò molto nella testa di Zoe …

CAPITOLO 3: IL NOME DEL GRUPPO

 

<< come ci chiameremo?>> chiese James a Zoe.

<< perché?>> gli rispose Zoe stupefatta dalla domanda fatta da suo fratello.

<< perché ogni squadra ha un nome. Ci chiameremo “i salva spettri”>>

Tutti si misero a ridere, eccetto James.

<< è “UN NOME STUPIDO”! perché non ci facciamo chiamare “ no problem spettri”>> propose Serena

<< va bene. Basta che aiutiamo quei poveri fantasmi>> disse Zoe.

Poi unirono tutti le mani e urlarono: << ora il gruppo si chiamerà “ NO PROBLEM SPETTRI”>>

Il giorno seguente incominciarono le ricerche sulla morte di Jessica.

Dopo un qualche ora  trovarono qualcosa: “fidanzato lasciato uccide ex fidanzata”

Ora bastava solo trovarlo.

Cercarono il suo nome dappertutto e lo trovarono.

Abitava nella 333° strada, N°333.

Si fecero accompagnare da Alex visto che aveva appena fatto il patentino.

Quando arrivarono suonarono il campanello e si spaventarono all’ apertura del gigantesco portone.

Uscì una anziana signora: era bassa, ingobbita, con capelli lunghi, bianchi e rovinati dal tempo.

<< buon giorno signora>> disse Zoe impaurita

<< cosa volete?! Non voglio comprare niente!>> rispose la signora con voce rauca.

<< stiamo cercando Stan Luis, lo conoscete?>>

<< sì, è mio marito.>> detto questo, la signora chiuse la porta.

Intanto a scuola, Serena stava rovistando tra i documenti degli studenti del 1956 e James stava chiedendo ai professori più anziani se conoscevano Stan Luis.

La prof di tecnica disse: << io lo conoscevo poco, ma la ex prof di aritmetica lo conosceva molto bene.>>

James ringraziò e corse subito a casa della ex prof di aritmetica che si apprestava ad andare al supermercato.

<< buongiorno prof>> gridò James.

<< non sono più la tua prof.>> rispose furiosamente la ex prof

<< fa niente>> disse James << mi scusi prof, mi hanno detto che lei conosceva Stan Luis>>

<< primo: non chiamarmi prof.  Chiamami Chatrine. Secondo: non voglio parlare di Stan.>>

<<perché no?>>

<<perché lui era un cretino! Nel 1956 quello Stan Luis mi lasciò la notte prima dell’ esame finale ed è andato con una scema di Jessica. Ma c’ è di buono che lei lo lasciò lo stesso giorno a scuola. Poi lei la stessa notte scomparve tornando a casa e dopo una settimana si trovò il corpo mutilato nella cantina di Stan. La cosa che mi fece rabbrividire è che ero stata a casa di Stan due giorni prima del ritrovamento del cadavere.>>

 

<< grazie!>> disse James spaventato.

 

CAPITOLO 4: IL CONTATTO

 

Quella sera, dopo l’ incontro del gruppo, Zoe andò a dormire.

Il mattino dopo:

<< ‘giorno James>> disse Zoe stancamente

<< aiuto, c’ è “l’alba dei morti viventi”!! ah no sei tu Zoe, cosa hai? Sembra che tu non abbia dormito o che sia stata divorata e poi vomitata da un orso … io opto per la seconda!>>

<<spiritosone! Scherzi a parte: ho visto J.  Questa notte…>>

<<racconta vecchietta!>>

<<stavo dormendo finchè non sento qualche cosa che gocciola sul pavimento, pensavo che stesse piovendo e che la finestra fosse aperta allora mi alzai e la vidi: era il suo sangue che dal collo le colava sol pavimento.

Lei era così bianca e mi disse che noi sappiamo una cosa sbagliata … ma non ho capito!>>

<< non mi sembra strano vecchietta>>

<<cosa non ti sembra strano?>>

<<che tu non abbia capito>>

<<spiritosone. aspet…>> Zoe fu interrotta da un senso di vuoto e cadde svenuta.

<< dove sono?>> disse Zoe guardandosi intorno spaventata.

Si trovava in un luogo lugubre, morto, senza anima viva; era circondata da degli alberi morti, e davanti a sè, una piccola pozza d’acqua scura. Da questa usciva una fitta nebbia.

<< sei con me.>> disse Jessica sorgendo da quel liquido scuro.

<< J. Dove so…>> venne interrotta da un urlo di J.

<<vai da Chatrine>> disse J. Scomparendo.

In quel momento Zoe si svegliò e corse subito a casa della ex prof.

Quando la prof uscì, Zoe la fermò e disse << è stata lei vero?>>

<< a fare cosa?>> disse Chatrine scocciata.

<< ad uccidere Jessica>> disse Zoe

<< se devo dire la verità ci ho provato ma poi ci ho ripensato… eravamo a casa mia, ci sedemmo sul tetto a progettare la nostra vendetta contro Stan Luis. Quando ad un tratto J. Perse l’ equilibrio e cadde sullo steccato infilzandosi la gola… comunque dovevo compiere la mia vendetta: presi il cadavere  e lo misi nella cantina di Stan; così lo rinchiusero in un riformatorio di alta sicurezza.>>

In quell’ istante Zoe ebbe una visione: vide J. Salutarla ed andare verso la luce.

 

CAPITOLO 5: IL DIARIO

Quella notte Zoe si svegliò per colpa di un dolore acuto al  braccio, se lo guardò attentamente e vide delle parole comparire sulla sua pelle, ma non scritte in penna, né in pennarello, un coltello invisibile le stava trafiggendo la sua tenera carne facendole scrosciare via sangue come un fiume in piena:

CARO DIARIO,

NON SO DOVE MI TROVO, è UN LUOGO LUGUBRE SENZA VITA, CI SONO STRAMBE  CREATURE CHE ASSOMIGLIANO A PIPISTRELLI, UNA POZZA D’ACQUA PUTRIDA E DEL COLORE DEL SANGUE, ALBERI SECCHI E INANIMATI;

PUR ESSENDO LA Più CORAGGIOSA DEL GRUPPO, QUESTO LUOGO MI FA DAVVERO RABBRIVIDIRE.

STO GIROVAGANDO SOTTO UNA LUNA PIENA CHE ILLUMINA TUTTO IL POSTO, CI SONO DEGLI ULULATI E DELLE VOCI CHE  ENTRANO NELLA MIA TESTA.

<< STUPIDA! AVVICINATI AL LAGO!>>

<<VIENI….>>

NO, NON VOGLIOOO!!!

<< Sì INVECE CARA!>>

CHI SEI? COSA VUOI DA ME?

<< SEI UNA RAGAZZA RIBELLE, DOVRESTI SAPERE CHE NEI FILM HORROR CHIEDERE “CHI SEI” è COME DIRE “UCCIDIMI”>>

MI SI FORMA UN NUMERO SUL BRACCIO: 501

COS’è?

<< … QUESTO è IL NUMERO DELLE PERSONE CHE SI SONO  RITROVATE QUI, E CHE NON NE SONO USCITE…>>

STA USCENDO DALLA POZZA ROSSA UNA GIOVANE… RACCAPRICCIANTE… HA LUNGHI CAPELLI NERI, UN VISO BIANCO E ROVINATO, CON CUCITURE INTORNO ALLA BOCCA E SUL COLLO, DAPPERTUTTO, DICIAMO, NON HA GLI OCCHI ED è RICOPERTA DI SANGUE.

<<TI SENTO SAI? SO QUELLO CHE  HAI DETTO NON LO DOVEVI DIRE!>>

CHI SEIIII?!?

<<I MIEI NOMI SONO TANTI, PER QUALCUNO SONO STATA CHIARA, PER QUALCUNO ROBERTA, MA PER QUALCUN ALTRO…  J.!>>

CAPITOLO 6: I CADAVERI

Zoe dopo aver letto quel che era scritto sul suo braccio, seppe subito dove dirigersi…

Anche se notte fonda, Zoe, con una torcia in mano, uscì e si diresse nell’ incrocio tra la 509° strada e la 139°, alla casa n° 501, dove abitava Serena. Suonò il campanello e la madre, con uno sguardo assonnato e sorpreso, chiese spiegazioni alla giovane, ma essa, corse dentro senza fornire alcuna informazione;

corse attraverso la camera dei genitori di Serena e dalla cucina, fino ad arrivare nello scantinato, lo stesso luogo dove morì J., soltanto che in un’altra casa ma, stranamente, non trovò nessuno; allora la madre ancor più sorpresa vide Zoe correre verso la 333° strada, al n°333, dove abitava Stan Luis, citofonò, ma non rispose nessuno, ma Zoe era certa che quella stessa notte, in quella casa era successo qualcosa; fece una cosa che da piccola, a 5 anni, la fece stare in castigo per 2 settimane: entrare in una casa dalla finestra; corse per il corridoio fino ad arrivare a delle scale buie, le scese saltandone 1 ogni 3.

Arrivata accese la luce e… trovò a terra il cadavere di Serena, le si avvicinò e si accorse che il cuore le batteva ancora, ma debolmente.

In quel momento Serena si risvegliò, di scatto, ansimava e il cuore le batteva a mille.

<<Zoe! Mi hai salvata! È stata Mary, l’orribile moglie di Stan, e anche lui, l’ha aiutata. Usciamo, presto, questa casa è un inferno!>>

<<… va bene, Serena, poi chiamiamo la polizia!>>.

Uscirono di corsa senza destare sospetti, e arrivati a casa, chiamarono la polizia e Zoe disse di dirigersi a casa di Stan, dopodichè parlarono di diverse cose, e che essa non ricordava molto, ed, in quell’istante, sul braccio di zoe, comparve in piccolo, un’altra scritta:

NON FIDARTI… NULLA è Più QUEL CHE SEMBRA…

Zoe guardò in modo perplesso Serena, che osservava in modo strano lo scrigno.

<<mmhh… Serena, ti ricordi di quella volta in cui sei venuta a dormire da me e tu hai baciato sulla guancia James, pensando fossi io?>>

<< …emh… certo, ma questo cosa c’entra con Stan?>>

<<Chi sei?>>

<<sono Serena, perché me lo chiedi?>>

<< non mi freghi, non so chi sei, potresti essere chiunque, a parte Serena…>>

<<cosa dici? Sono io, la tua migliore amica!>>

<< ah ah ah , certo, “Serena” e come lo spieghi questo? Quello che ti ho appena detto sul pigiama party e cavolate varie, non sono mai accadute>>

<< ma mi sarò confusa con un’altra serata!>>

<<se fossi davvero Serena, lo sapresti che non sei mai venuta da me a dormire, ma solo io da te, anzi, da Serena.>>

La ragazza che si faceva chiamare Serena si buttò velocemente verso la finestra.

<< mi hai incastrata cara, ma non scoprirai mai che sono J! O $£%&£&… va bé, così imparerai a non fidarti di nessuno>>. si buttò dalla finestra e cominciò a correre verso la casa di Stan.

<<aspet… Dov’è Serenaaaaaaaaa!>>.

CAPITOLO 7: ARMAGEDDON!

la mattina seguente, Zoe accese la televisione, mentre mangiava i suoi cereali preferiti

<< o caspiterina! Adesso è l’alba dei morti viventi 2!!>> disse Zoe ridendo.

<< haha, bella battuta… almeno se ne devi fare non copiarle dalle mie! Oggi non sono in vena… e neanche in arteria…>>

<<perché ragazzino?>>

<< perché ho visto la tua faccia… e perché sei così allegra?>>

<< bè, non ci crederai, ma J è entrata nel corpo di Serena e in realtà è sempre stata cattiva;>>

<< e questa è una cosa bella?? Nooo, la mia Serenaaa!!!>>

<<be, ho 3 notizie: 1) sono riuscita a farla scappare 2) Credo che Serena sia ancora viva e 3)… a Serena fai vomitare!>>

<<… ti odio…>

<< graz…>> Zoe non potè finire la frase: fu interrotta dal televisore.

“questa mattina, è stato rinvenuto il corpo morto di Stan Luis, Mary Luis e Chatrine  Carter, dalla giovane Serena Wate. La poliz…”

<<cosa? È morta la prof!!! ehi! È morta la prof… ma che peccato!>>

<<non c’è da scherzare, è stata J, sono certa! Andiamo!>>

<< io sto a casa… non corro rischi>>

<<…pollofifo!>>

Arrivò sul luogo del delitto e trovò J/Serena in lacrime.

Guardò zoe con sguardo di sfida ma allo stesso tempo di soddisfazione.

A fianco a lei c’era la madre che la consolava:

<<guarda chi è arrivata tesoro, vai con lei!>>

Serena/J si diresse verso Zoe che, nell’orecchio le sussurrò: <<sei stata tu, vero?>>

<< ovvio, ma chi ti crederà?>>

<<in fondo sei stata in prigione l’anno scorso, ops, non lo sapevi, vero?>>

Entrarono in una stanza lugubre

<<…qui è perfetto…>> disse J/Serena

<<perfetto per cosa?>>

<< il luogo perfetto in cui entrare nel tuo corpo, e quindi ucciderti!>>

<< cosa?! Ehi, aspetta, non è molto strano!>>

Dal corpo di serena uscì l’anima di J, che si catapultò addosso a Zoe.

Zoe prese lo scrigno che si era portata dietro e, lo aprì… pesava che così facendo avrebbe rinchiuso l’ anima di J., invece da esso uscì l’ anima di Serena.

<< ferma! Non farai del male a Zoe!!>> disse l’ anima di Serena.

Ma l’ anima di J. Sferro un attacco all’ anima di Serena, e la distrusse completamente.

Ma non riuscì a fermarsi in tempo, così amputò la mano sinistra a Zoe.

Zoe, presa dal dolore della perdita della mano e della amica, aprì lo scrigno e imprigionò J.

CAPITOLO 8: IL FUNERALE

Dopo aver rinchiuso J. Nello scrigno, il corpo di Serena era rimasto a terra senza vita.

I suoi occhi verdi smeraldo riflettevano la luce e il suo sguardo fisso incuteva un senso di paura a Zoe .

Dopo qualche minuto, Zoe si rialzò e con l’ ultima mano rimastole chiamò il fratello al cellulare ed egli arrivò di corsa. Si spaventò vedendo che a Zoe mancava la mano sinistra.

<<Zoe… cosa ti è successo?>> disse James spaventato.

<< è una storia lunga… aiutami a dare a Serena una degna sepoltura.>>

James, anche se a malincuore, prese una vanga e scavò una buca.

Finito il lavoro prese il corpo e lo introdusse nella tomba appena costruita.

Intanto Zoe cadde per terra: stava morendo dissanguata.

<< James, ho un ultimo desiderio… seppelliscimi con lo scrigno così nessuno potrà liberare J.>> detto questo Zoe morì.

Allora James, mortificato dalla morte dell’ amica e della sorella, sotterrò del tutto Serena, scavò un’altra   fossa per Zoe e la seppellì con lo scrigno.

Quella sera rimase lì senza parole… non sapeva cosa fare.

Intanto Alex stava guardando la televisione finchè il telefono squillò.

Andò a rispondere, quando sentii bussare alla porta. La aprì ma non vide nessuno. Stava per uscire quando vide qualcosa muoversi nell’ oscurità.

Si avvicinò sempre di più all’ ombra  finchè non la senti piangere e uscire dall’ oscurità… era una bambina.

Alex, chiese alla bambina: <<cosa ci fai qui?>> ma non ricevette alcuna risposta, allora ritentò: << dove sono la tua mamma e il tuo papà?>>

<< sono morti.>> rispose la bambina tra un pianto e l’ altro.

<< come ti chiami?>> gli chiese Alex.

<<io mi chiamo… il mio nome è… Jessica, ma mi puoi chiamare J.>>

Il giorno dopo James si sveglio di buona mattina, ed era ancora sconvolto dalla morte della sorella.

Sentii la porta aprirsi e, incredulo vide Zoe.

<< aiutami! J. È scappata>> disse Zoe agitatamente.

dedicato a i miei cugini Luca e Fabio e ai miei amici: Andrea, Alice, Maya e li ringrazio per il loro aiuto.

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6 thoughts on “LO SCRIGNO”

  1. molto bella la storia.
    Ma… chi è che l’ha scritta???

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  2. greta sono stato io William Posa della IIH ma ormai IIIH grazie per il complimento sto scrivendo altri capitoli se ti interessano

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  3. Veramente bella storia anche se un po’ paurosa. I termini sono perfetti, sembra scritto da un autore professionista! Un grande saluto e un augurio per i tuoi prossimi articoli.
    Gaia Carrera IF e Arianna Parente IH.

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  4. ok

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  5. ok

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  6. bellissimo

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